Concorso "Descrizione di un luogo" 22

martedì, 23 gennaio 2007,21:49
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Ritorno nelle Fiandre
di FlavioHki

Ne sono stato sempre affascinato, sin dall’infanzia. Quando mi beavo dei nomi delle città, pur non sapendoli quasi neppure pronunciare. Quando passavo ore a invidiare i coniugi Arnolfini e quell’attimo asfittico e dettagliatissimo, che non è né passato, né futuro, né ancora presagio, né già memoria. Quando m’incantavo a immaginare le tempie rasate della sybilla sambethana, il gozzo, la peste, il freddo e il fetore, i codici miniati, il rumore lontano di passi su solai di legno, il silenzio isotropo, la luce assorta, filtrata e spezzata dai vetri colorati delle finestre, contrapposto ad un medioevo italico ideale sognato sanguinario assolato sdentato violento. E ancora oggi mi seducete, laboriose Fiandre!
Cupe, taciturne: fertili per il fiorire dei sospiri dei poeti.
In viaggi precedenti e solitari studiavo il gotico fiorito sulle sponde della Schelda, dove il triphorium e dove il matroneum, calcolavo l’arc doubleau e l’arc formeret, baciavo fino a corromperli gli olii di Hans Memling, di Lancelot Blondeel, di Pieter Pourbus, trovavo l’assenza e l’oblio nel beginhof, naufragavo nel laghetto d’Amore (allora incontravo furtivamente una cameriera lesbica sotto la pioggia fiamminga, dopo interminabili partite a backgammon con gagliardi Australiani), ma gravitatio cordis mei era Gent, dall’onomastica aliena e seducente, Gent tempio dell'Agnello mistico, Gent, teatro degli amori di Carlo quinto e Isabella d’Egitto.


scritto sotto effetto di té ai frutti rossi

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