Concorso: "Descrizione di un luogo" 4
Il luogo...tenente
Questa storia è stata tratta dal diario di un mentecatto ritrovato sul monte omonimo (nel senso che si chiama proprio "omonimo") e salvato per caos dalle fauci di un orso maschio biondo tinto, appartenente alla famiglia Pizzul: mentre l'orso Bruno lo stava mangiando si specchiò e, vedendo un pelo bianco si fece prendere dal panico lasciando scivolare il diario lungo un pendìo.
Zoff passando di lì lo afferrò (non per niente era campione mondiale di para-pendìo) e lo sollevò con le braccia al cielo sotto lo sguardo fiero del presidente Pertini e del re di Spagna Juan Carlos!
La storia parla di un luogo noto ai più per via delle addizioni, che si trova seguendo piazza delle parentesi fino al civico 44 col resto di 2, ma non saranno fatti nomi nè cose nè città, cantanti, animali, personaggi famosi o calciatori indipendentemente dalla lettera con cui cominciano.
Il Circolo Alternativo per le Metodologie di Organizzazione e Reclutamento di Risorse Ambientali era famoso nella zona per essere un piccolo luogo di ritrovo, un alternativa sociale agli oratori ed alle sagre di paese.
Al C.A.M.O.R.R.A. c’erano sempre una moltitudine di ragazze di colore appena giunte in Italia, che indossavano ancora i pochi e succinti indumenti che avevano quando erano partite dai loro paesi e che dimostravano a tutti i soci la loro gratitudine per la calorosa accoglienza ricevuta…
Erano a volte abiti così succinti che i soci, per pagare una consumazione, dovevano infilare le banconote negli slip… e qualche volta diventava problematico cercare le monete per il resto… purtroppo capitava spesso che, non trovando al momento il resto, la ragazza doveva farsi accompagnare dal socio in una sala adiacente per poter cercare con calma lontani da occhi indiscreti.
Nel circolo, ovviamente, c'era la possibilità di partecipare ad una infinita varietà di giochi da tavolo, dal real-risiko (con scontri reali sul territorio) al tressette che veniva praticato in maniera insolita: cominciava in maniera tradizionale e finiva col morto!
Gli avventori ancora ricordano una famosa partita a tressette al tavolo da gioco principale, molto sentita: i partecipanti erano Jack detto "trèttrè" per via di un difetto di balbuzie che lo caratterizzava dalla nascita, Jack detto "napoletana a coppe" per via della procace moglie partenopea, Jack detto "vado liscio" per via di non meglio precisate capacità intestinali e Jack detto "asso 'e mazza" per via di un nodoso randello che si vociferava conservasse gelosamente non si sa dove!
Gli animi diventarono incandescenti quando "napoletana a coppe" dichiarò il buon gioco:
"Buon gioco"
"Gràgràgrazie" disse "trettrè
"Che dichiari?" chiese "vado liscio"
"Meno di 10.000 euro lordi" rispose "napoletana a coppe"
"Ma nooooo, che bùbùbuon giògiògioco dichiàdichiari?" incalzò "trettrè
"Napoletana a coppe!" rispose "napoletana a coppe"
"Quella scopa..." sussurrò "asso 'e mazzo" riferendosi alla moglie di "napoletana a coppe"
"Ma questo è un tressette non una scopa" intervenne ingenuamente "vado liscio"
"Noooo, stavo solo ricordando una vecchia partita a carte con una amica" replicò "asso 'e mazzo" mentre "napoletana a coppe" estraeva un coltello dalla pancia di uno che giocava al tavolo a fianco.
La security lo ricondusse subito alla calma, non si sa se fu il fucile a canne mozze che si sentì puntato dietro la schiena o un improvviso rimorso di coscienza a convincerlo a lasciare il locale... per sfogare la rabbia, tuttavia, andò nella vicina fattoria del mulino bianco ed uccise due tori meritandosi l'appellativo di Jack "lo squarta tori".
Nascosto dietro il pannello di controllo, cliccando due volte sull’icona della “F” perduta, si accedeva alla sala da bilione, una volta detta sala da biliardo (col vecchio Conio, responsabile della sala); dodici centimetri di mozziconi di sigarette nascondevano le scarpe dei giocatori ed i topi d’appartamento della zona.
Era un riciclaggio continuo di stecche e di bionde… a volte di stecche di bionde messe al bando e rivoltatesi contro-al-bando!
Una volta scoppiò una rissa violentissima a causa di una ragazza che non sapeva se-darla… l’atmosfera si fece incandescente, la ragazza fu accompagnata ad una sedia da un tipo che non sapeva se-derla… provò a se-durla… fu tutto inutile! Il tipo andò al bar, deciso ad affogare il barista… ma la musica proveniente dal palco lo calmò, quindi decise di affogare la sua rabbia in un bicchiere di grappa.
Prese la grappa… non sapeva se-berla… NOOOO stava ricominciando….
La musica dal piccolo palco intanto continuava; ad esibirsi, come ogni giorno, Edipo e il suo complesso!
La band era formata da un numero variabile di elementi... c'era Eustachio con la sua tromba, Robin, detto il vice pipistrello, suonava la bat-teria... poi c'era all'arpa papà (ma quando non poteva venire lui lo sostituiva all'arpa mamma, all'arpa bella... cambiavano abbastanza spesso!), al triangolo Noh (in un primo momento non era stato considerato)... che era anche la voce solista del gruppo, Bill Gates alla tastiera e mouse e Dante (che era laureato in legge) al contrappasso.
L’unico inconveniente del palco da cui si esibivano Edipo e il suo complesso era la sua posizione: al centro della sala, su una colonna davanti al palco, era posizionato il bersaglio del poligono di tiro del circolo… la band non ebbe vita lunga.
Il locale invece sì…
scritto sotto effetto di té ai frutti rossi
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ebàut: descrizione di un luogo












